Guerra dei Cento Anni

Sfondo Politico dell’epoca

Data la natura schiavista della Chamberet i costi di produzione di molti prodotti (da vettovaglie a cibo) erano molto bassi e per una questione culturale l’Andoria non poteva fronteggiare un tale concorrente, perciò venne stipulato un decreto che impediva l’importazione di oggetti Chamberesi. Tuttavia per ragioni di pace non venne impedito ai Chamberesi di viaggiare all’interno dello stato (con i dovuti documenti) per poter commerciare con altre nazioni.

Data la posizione geografica della Chamberet per poter commerciare con la Piedrabuena doveva necessariamente far passare le carovane dalle colline aride dell’Andoria per poi attraversare mezza nazione e poi arrivare a Tosona per prendere una nave e portare i prodotti al di fuori. Il Re e il concilio per far si che i prodotti andoriani fossero comunque appetibili mise delle tasse da pagare, cosa che rese sempre più freddi i rapporti con il califfato chamberese.

L’accordo

Quando Re Antonio II indossò la corona decise col suo concilio che si poteva sfruttare la situazione ancora meglio se sua figlia fosse andata in sposa al figlio del califfo, in modo tale da sistemare una volta per tutte il problema e nello stesso tempo avere accesso alla grande risorsa derivata dallo schiavismo senza sporcarsi le mani. Il camerlengo dell’epoca, sua eminenza Carlo Vigevano, si oppose mettendo il veto a questa decisione in quanto i califfi sono mussulmani e i re sono cattolici, e che mai la figlia di un re si sarebbe potuta sposare con degli eretici di quel calibro, per non parlare dello schiavismo. Re Antonio infranse il veto e le bocche decisero di astenersi per poter parlare con i relativi patroni e dare una risposta ragionata.

Nel frattempo il camerlengo indignato aveva lasciato la città per rifugiarsi a Tosona sede vaticana e più grande porto andoriano. I nobili furono messi a dura prova da questa decisione in quanto dovevano scegliere se allearsi con il re o con la chiesa cattolica, due forti poteri della nazione mai entrati in conflitto prima di allora. Alla fine ebbe la meglio il Re, che mandò immediatamente alcuni cugini della famiglia reale come emissari per iniziare gli accordi. Dopo anni di proposte e controproposte si raggiunse un accordo: entrambi gli sposi dovevano essere iniziati ai dogmi della fede opposta e le celebrazioni sarebbero state due: una cattolica e una mussulmana. Mai nella storia ci fu tanta integrazione fra le due culture, addirittura fu eretta una moschea vicino Lago Foschia come segno di intesa.

La Catastrofe

Alla vigilia delle nozze successe un disastro: i due futuri sposi furono trovati morti nel letto nunziale completamente nudi, mutilati e ricuciti insieme in un orrido ammasso di arti e carne cucita. Nessuno sapeva chi aveva potuto fare quel gesto tanto scellerato. Il califfo accusò la Chiesa perchè il pontefice si era opposto a questo matrimonio, il re invece diede la colpa a una setta di assassini del Califfo, un gruppo di integralisti che usa le droghe per aumentare le proprie capacità fisiche con lo scopo ultimo dell’assassinio. Tutte le corti e i nobili accorsi si ritirarono nel proprio paese, fino a che la situazione non sarebbe stata chiarita. Fu mandato un messaggero dal re per il califfo che tornò il mese dopo senza testa. Questo fu troppo: il re ordinò un concilio di guerra. Quello fu l’inizio della guerra dei cento anni.

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